Breve Storia del Circolo PDF Stampa E-mail

logo_socLa nostra associazione nasce il lontano 4 maggio del 1913 come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso fra lavoratori cristiani, dopo che il 1° maggio Bavari – allora e fino al 1926, anno di costituzione della “Grande Genova”, comune autonomo – aveva assistito alla fondazione di un ente analogo, ispirato però al laicismo socialista dell'epoca. È ben nota, del resto, la grande rilevanza assunta a Genova e in Liguria, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, dal mutualismo operaio di matrice mazziniana e marxista da una parte, ed ecclesiale dall’altra. Nella nostra regione, le molteplici società operaie cattoliche presto si coordinano attraverso la costituzione della F.O.C.L., Federazione Operaia Cattolica Ligure, tutt’oggi operante.

In quella primaverile domenica del 1913, l'allora arciprete di Bavari don G.B. Emanuele Raffetto raggruppa circa una cinquantina di parrocchiani tra i 25 e i 50 anni e li aiuta a costituire e a gestire un'organizzazione avente come scopo sociale l'elevazione materiale e spirituale degli operai e dei contadini. Secondo i principi del mutuo soccorso, i soci versano quote mensili utilizzate dal consiglio direttivo allo scopo di sostenere economicamente gli iscritti colpiti da malattia o andati soggetti a infortunio, e quindi temporaneamente inabili al lavoro. In quel tempo, infatti, ancora non esiste l’INAIL. È un sistema previdenziale molto artigianale, ma fondamentale per garantire il pane sulla tavola delle famiglie operaie del tempo.

tesserasoc1948Gli anni del fascismo non lasciano indenne la S.O.C. “S. Giorgio”, che è costretta, pena la chiusura, a subire l'imposizione di cariche nominate d'ufficio dal fascio locale. Nel 1943, l'invasore tedesco requisisce la sede, scacciando i soci e tramutandola in un caserma con tanto di guardina e stalle per i cavalli. Nell'area di pertinenza della Società si verifica anche uno scontro a fuoco tra i soldati tedeschi e un pugno di arditi partigiani. Con il 25 aprile 1945 i locali sociali tornano ai legittimi titolari, ma in uno stato di totale devastazione.

don_grossoNel 1946 l'arrivo del nuovo parroco don Guglielmo Grosso segna un punto di svolta, e trasmette ai soci l'entusiasmo per ricostruire la propria "casa": in circa due anni i lavoratori cristiani di Bavari, alla cui testa stanno uomini della tempra di Virginio Morando e Santino Mangini, ristrutturano la sede e la inaugurano solennemente nel settembre 1948 alla presenza dell'arcivescovo di Genova card. Giuseppe Siri e dell'on. Paolo Emilio Taviani, allora vice-segretario nazionale della Democrazia Cristiana.

Nella Società Cattolica (che nel 1953-54 aderisce alle A.C.L.I., Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, fondate dal sindacalista bianco Achille Grandi nel 1944 come corrente cristiana dentro la CGIL unitaria) funziona anche il cinema parrocchiale, attivo fino ai primi anni '60. Nel 1962 si costituisce, per iniziativa, fra gli altri, del presidente del Circolo Virginio Morando, la prima Società Bocciofila Bavarese, per la quale viene realizzato nei locali sociali un bocciodromo all'aperto dotato di quattro campi. Il 1963 è l'anno del 50.mo anniversario, che viene festosamente celebrato, ancora alla presenza dell’on. Taviani nel frattempo diventato ministro degli interni.
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Se con il passare del tempo viene archiviata la primitiva attività mutualistica, il Circolo non rinuncia tuttavia a impegnarsi nella solidarietà sociale, in diverse occasioni e in svariati modi.

Fra gli anni '70 e '80 emerge una nuova generazione di dirigenti che rinnova profondamente l'associazione, moltiplicandone le attività e i campi d'azione, mantenendo comunque stretti vincoli di collaborazione con la "vecchia guardia", che da parte sua continua a offrire un prezioso contributo. In particolare con la lunga presidenza di Livio Greco (1985-1999), Il Circolo diventa estremamente sensibile alle tematiche sociali, giovanili, culturali, scrollandosi di dosso l'omologante etichetta di "christian bar" che l'aveva caratterizzato per un certo periodo. Data 1994 l’apertura del Centro Culturale “Filippo Malaponte”, nei locali del Circolo: una risorsa infrastrutturale molto importante, che si presta da subito a essere utilizzato come sede di incontri di formazione, catechesi, assemblee pubbliche, momenti ricreativi e varie attività sociali.

La seconda metà degli anni '90 porta a definitivo compimento questa linea di tendenza e consegna al nuovo secolo un Circolo ACLI plurale e vitale, avamposto della locale società civile.
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